Il mio nome è A(n)sia

Antonella Sbuelz

Il mio nome è A(n)sia

Descrizione

Perché l’ansia di Asia si scatena più violenta durante i temporali?
Tommaso è davvero il bullo della classe o la sua è solo una maschera che lo protegge dal mondo? Quale mistero nasconde l’appuntamento col passato per cui nonna Annina è partita così all’improvviso?
Asia non lo sa, ma non può lasciarla sola in questo viaggio. Così come Tommaso non permetterà ad Asia di affrontare tutto questo senza di lui.
Tre vite che si intrecciano tra le aule di una scuola, il mare d’inverno, grandi stazioni e incontri inaspettati. Tra ironia e attimi struggenti, l’avventura di Asia, Tommaso e Annina attraversa tappe cruciali: il superamento delle paure, la cura delle fragilità, la scoperta del primo amore, la sorpresa finale di un segreto. Finché un appuntamento con il passato regalerà a tutti un nuovo futuro.
Sette giorni, tre vite prossime a cambiare, un viaggio emozionante tra le geografie fisiche e interiori, le più sorprendenti e misteriose.

L'Autrice

Il mio nome è A(n)sia

Antonella Sbuelz è autrice di racconti, raccolte poetiche, saggi e romanzi, vincitori di numerosi premi. Tra i suoi ultimi romanzi storici: La ragazza di Chagall (2018; premi FiuggiStoria, Raffaele Crovi, Raccontami la Storia; finalista premi Viareggio e Nabokov; segnalazione premio Campiello) e Mariam (2023, segnalazione premio Viareggio). Tra i romanzi per ragazzi: Questa notte non torno, (2021; premio Campiello Junior 2022, selezione premio Strega Ragazze e Ragazzi) e Il mio nome è A(n)sia (2023). Per Feltrinelli Junior ha pubblicato la raccolta di poesie Il mondo è triste senza di me! Poesie per giorni dritti e storti (2024; con le illustrazioni di Andrea Antinori).

È stata tradotta in inglese, tedesco, francese, croato e spagnolo. Dopo molti anni di insegnamento, continua a incontrare studenti nelle scuole di tutta Italia, ma anche all’estero: dialogando con i giovani non smette di sorprendersi e imparare.

Leggi l'incipit

Un lampo saetta in fondo al cielo.

Chiudo gli occhi per non vederlo e il buio inghiotte la luce. Come sempre, succede tutto in fretta.

Anche per questo adesso vince lei.

Il sistema nervoso simpatico ti dopa di adrenalina. Il cuore accelera, imitato dal respiro.

Le tue pupille si dilatano. I vasi sanguigni si restringono. La temperatura si abbassa, eppure la tua pelle suda. È quello che capita al tuo corpo quando ti azzanna l’ansia. O la paura.

E l’amigdala, la zona del cervello che scatena e gestisce le emozioni, ti detta d’istinto due reazioni, le più adatte alla sopravvivenza: o lotti o ti dai alla fuga.

Io non lotto. Non fuggo. Mi arrendo. Immobile. Di più, pietrificata.

Mi succede così da quella notte: una notte di fulmini e tuoni. È da allora che fulmini e tuoni hanno su di me un super-potere: sprofondano il mio corpo del Duemila nel terrore di un corpo paleolitico, la mia camera in una caverna assediata da tigri e leoni, i miei occhi abituati a schermi luminosi in pupille neanderthaliane spalancate su un cielo inesplorato, dove due diversi punti dello spazio sprigionano un lampo di luce.

Lo so, lo so, la Fisica mi piace: quel lampo non è magia nera, è solo tensione elettrica fra polo positivo e negativo.

Ma all’alba dell’alba dei tempi veniva scambiata per divina. E scatenava l’ansia e la paura.

Da allora, in migliaia di anni, l’uomo ha imparato a camminare, a costruire e distruggere, a dipingere e scrivere poesie, ad ammazzare i suoi simili in modi via via più creativi, a vestirsi di pelli o di tessuti per difendere dal gelo il proprio corpo, il più nudo fra i corpi animali: niente pelo, niente squame, niente piume. Insomma, dal suo primo terrore l’uomo ne ha fatta di strada.

Eppure in momenti come questo io ridivento un’Australopiteca.

O al massimo una Sapiens poco Sapiens.

 

La parola alla Giuria

L’adolescenza è una fase della vita in cui ogni emozione sembra totalizzante, ogni scelta carica di significato, ogni passo in avanti accompagnato da una perdita. È in questo tempo sospeso che si inserisce il romanzo “Il mio nome è A(n)sia” di Antonella Sbuelz: un’opera che, con una scrittura al tempo stesso poetica e realistica, affronta tematiche fondamentali per l’educazione affettiva, emotiva e sociale di giovani e adulti. Nell’arco temporale di sette giorni si intrecciano le vite di tre personaggi (Asia, Tommaso e Annina) appartenenti a generazioni diverse ma uniti dalla comune esperienza del dolore, della ricerca e della trasformazione. La scuola, il mare d’inverno, le stazioni affollate diventano spazi narrativi, immaginifici e simbolici in cui si compie un processo di consapevolezza, che coinvolge non solo i protagonisti ma anche chi legge.

Asia, adolescente alle prese con l’ansia e le proprie fragilità, incarna le fatiche interiori di molti giovani che oggi vivono sotto pressioni invisibili ma costanti. Tommaso, etichettato come “bullo”, offre una riflessione potente sul disagio che si esprime con comportamenti aggressivi, ma che nasce spesso da un bisogno inascoltato di protezione e affetto. Annina, figura adulta portatrice di memoria e mistero, rappresenta un ponte tra passato e presente, tra silenzi da sciogliere e possibilità di guarigione.

C’è un profondo valore educativo in questo romanzo e lo rintracciamo nella sua capacità di aprire spazi di confronto: sul ruolo della scuola come comunità di cura, sull’importanza di riconoscere il disagio giovanile senza giudicare, sull’urgenza di costruire relazioni intergenerazionali fondate sull’ascolto. La narrazione non semplifica né moralizza, ma accompagna il lettore in un viaggio complesso e profondamente umano. Infatti, con uno stile limpido e coinvolgente, Antonella Sbuelz restituisce dignità alle emozioni, anche a quelle più scomode, e invita educatori, genitori e adolescenti stessi a non temere la vulnerabilità, ma ad accoglierla come parte del percorso di crescita.

“Il mio nome è A(n)sia” non è soltanto una storia di formazione e un bel romanzo: è anche uno strumento prezioso per la riflessione socio-pedagogica, un’opportunità per promuovere empatia, resilienza e consapevolezza in contesti scolastici, familiari e relazionali. Un libro che educa senza mai essere didascalico, che cura senza voler insegnare e che ci ricorda che ogni fragilità, se condivisa, può diventare occasione di forza e rinascita.

 

Alfonso Amendola

 

Booktrailer

Booktrailer del libro «Il mio nome è A(n)sia» di Antonella Sbuelz - Feltrinelli Edizioni

Realizzato dalla Classe 1AEE dell’ IIS Della Corte Vanvitelli

Tutor prof. ssa Filomena Iannella

Per riprese e montaggio: prof. Michelangelo Oliano


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