Mannaggia agli struzzi

Cierre edizioni

Mannaggia agli struzzi

di Gianpaolo Trevisi - Illustrazioni: Dalia e Davide Trevisi -2024

Editing e impaginazione:

Premio targa e Premio migliore copertina Narrativa edita ragazzi 41a edizione del "Premio Città di Cava de’ Tirreni " anno 2025

Chicco è un ragazzo della 2^D di una scuola secondaria di primo grado; ha la sindrome di down e le sue frasi strampalate, i suoi sorrisi e i suoi abbracci dispensati a tutti, anche nei momenti meno indicati, sono la gioia di tutti i suoi compagni. Nella sua classe, dove ci sono tante storie, come quella di un ragazzo che sogna e lotta per la vita o di una coppia che si ama senza saperlo, tutti vanno d’accordo e forse anche da Chicco hanno imparato cosa vuol dire rispettarsi e condividere, ma nel resto della scuola gli atti di bullismo e di cyberbullismo sono tanti e tanti sono i ragazzi e le ragazze che ci stanno molto male. Tutti gli episodi però, finiscono all’improvviso, da un giorno all’altro, e non per una nota o una sospensione o per qualcosa del genere, ma per qualche altro motivo che nessuno comprende. La professoressa Maldini alla fine di ogni storia, lasciando per qualche ora dentro i cassetti i programmi e i testi, parte dal dolore delle vittime e da quello che hanno subito per cercare d’insegnare ai suoi alunni la vita; dai più bravi della classe e anche da quelli che di solito fanno fatica a seguire le lezioni o non hanno proprio voglia di farlo, arrivano tante domande e a fine mattina tutti escono più grandi. Solo alla fine della storia, quando tutti gli insegnanti, gli alunni, le vittime, gli spettatori passivi e i bulli, sono sul piazzale dell’ospedale in attesa di avere notizie sulla delicata operazione al cuore di Chicco, si capisce quale sia stata la magia che ha permesso a dei ragazzi di non soffrire più, a degli altri di non far più del male e a tutti di vivere e non di sopravvivere.

L'Autore

Gianpaolo Trevisi è nato a Roma il 12 settembre del 1969, da un padre Ufficiale dell’Esercito, di origini leccesi, e una madre professoressa di lettere antiche, di origini forlivesi. Dopo la maturità classica nel 1988, ha fatto ingresso all’Istituto Superiore di Polizia di Roma, nel V° Corso quadriennale per Vice Commissari. Ha conseguito la laurea in giurisprudenza presso l’università “La Sapienza” di Roma. Nel novembre del 1993 è stato assegnato alla Questura di Verona, dove ha ricoperto diversi incarichi. Nell’ottobre del 2012 il Dipartimento della Pubblica Sicurezza gli ha affidato l’incarico di Direttore della Scuola Allievi Agenti della Polizia di Stato di Peschiera del Garda, nel 2014 ha ottenuto la promozione a Primo Dirigente. È autore di poesie, racconti, articoli e diversi libri: Fogli di Via e La Casa delle cose, editi dalla EMI, Un treno di vitaCoriandoliL’amore che non è, il recente romanzo E se quel giorno ti avessi incontrato editi dalla Gabrielli Editori e con Beltegeuse Editore il libro Benvenuto Fagiolino – Diario di un papà in attesa. Proprio per parlare dei suoi libri, che trattano di tematiche importanti e attuali e sempre riconducibili alla “Legalità”, ha incontrato centinaia di persone, rivolgendo sempre ancora più attenzione agli studenti e ai giovani in generale, nelle scuole, all’interno di gruppi scout e di altre associazioni. È un apprezzato conferenziere e un abile formatore. Dalia e Davide i disegnatori sono suoi figli.

Mannaggia agli struzzi

La parola alla giuria

Il volume, che dal cognome dell’autore e degli illustratori può essere considerato come prodotto “in famiglia”, è edito dalla Cierre Grafica, marchio dedicato al self-publishing del gruppo editoriale Cierre Edizioni, di cui, come è possibile vedere dall’al­lestimento del libro in oggetto, confermano gli standard di qualità nella stampa. Cierre Edizioni è una casa editrice veronese nata nel 1990, con oltre mille titoli in catalogo, che si occupa prevalentemente di territorio. “…A partire dal Nordest, ma con uno sguardo aperto oltre i confini, perché gli orizzonti più affascinanti sono quelli che si stendono a perdita d’occhio. I nostri volumi indagano il paesaggio, naturale e antropi­co, fisico o immaginato, attraverso la fotografia, la storia, la memoria e la narrazione. Siamo convinti che la conoscenza sia indispensabile per migliorare la qualità della vita e preservare gli equilibri ambientali con la necessaria consapevolezza che comporta ogni patrimonio comune. E crediamo che l’antica forma del libro sia ancora fra le più adatte a promuoverla, per la cura che è necessaria nel produrli e la riflessione che ne richiede la lettura…”.

Gianpaolo Trevisi, l’autore del testo, che tratta temi di grande attualità come il bulli­smo, è il direttore della Scuola Allievi Agenti della Polizia di Stato di Peschiera, nonché vicequestore, quindi conosce bene il territorio e l’importanza degli argomenti, trattati con grande sensibilità e solo apparentemente con leggerezza, all’interno del libro. La scelta delle illustrazioni, per affetto e per comprovata competenza, affidate ai fratelli Dalia e Davide, hanno fatto sì che il prodotto finale fosse accattivante e chiaro, affin­ché arrivasse dritto allo scopo (l’autore porta in giro il suo volume per parlare agli stu­denti delle scuole primarie e secondarie del problema bullismo in tutte le sue forme).

Descrizione della copertina: molto divertente l’impianto generale della copertina, che sfrutta al meglio il formato quadrato, ma lo fa espandendo il visual della prima di copertina (uno struzzo che ficca sotto terra la testa) fino alla quarta, dove la testa invece riemerge per guardarsi, diremmo noi, finalmente, intorno. Il disegno digitale flat si sposa benissimo con la costruzione semplice ma mai superficiale del piumato, così come il terreno su cui poggia, viene arricchito da una texture che lo rende molto credibile. L’uso del colore, una variazione di arancio saturo, che vira da destra verso sinistra verso un giallo ocra molto caldo, riunifica in un solo sistema non solo le due copertine (prima e quarta) e la costa, ma anche le bandelle (la seconda, con la sinossi e la terza, con una biografia degli autori e, in un piccolo medaglione in alto a sx, dei Trevisi bros). Colori caldi, vivi, che richiamano la terra, ma anche la luce. Fanno da contrappunto a tale cromia, il nero, il grigio e il bianco che campiscono il corpo dello struzzo. Molto interessante è anche l’utilizzo dei font, tutti rigorosamente serif e, in generale l’interazione con il visual (si noti il “mannaggia” ruotato e sovrapposto alle zampe dell’uccello, così come, in quarta, la citazione di Peter Marshall proprio sopra la testa dello struzzo che emerge dalla terra).

Claudia Imbimbo

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