Ammare

Alberto Pellai e Barbara Tamborini

Ammare

Primo premio ex aequo "Simonetta Lamberti" (Narrativa ragazzi) XXXVI edizione del "Premio Città di Cava de’ Tirreni " anno 2019

Descrizione

Maria ha quattordici anni, Caterina tredici. Entrambi hanno mille domande e poche risposte: sul mondo, sul futuro, su di sé.

Le loro strade si incrociano. Prima quasi per caso, nella vita reale. Poi di proposito, tra le righe di un blog -vieniconmealampedusa.it – che è Mattia stesso a curare, sotto falsa identità. Lì, infatti, è Franz, un ragazzo che vuole sensibilizzare il mondo sul destino dei migranti.

L’idea è nata da una ricerca per la scuola: lui che si nasconde dietro una massa di ricci disordinati, lui che ha una lista di sogni ben custodita nel cassetto, lui che non si è mai messo davvero in gioco sente di dover fare qualcosa. Per tutti coloro che attraversano il Mediterraneo cercando una speranza, e anche per se stesso.
Così Mattia trova il coraggio di urlare, di lasciare il segno. E invita un politico a trascorrere una settimana con lui in un centro per migranti. Forse questo non accadrà, forse nessuno risponderà mail al suo appello, ma poco importa. Perché quello che Mattia troverà, grazie al suo blog, è molto di più. E’ la forza di alzare lo sguardo, la certezza di no esse solo. E un’amica speciale come Caterina.


Gli autori

Ammare

ALBERTO PELLAI è medico e psicoterapeuta, ricercatore all’Università degli Studi di Milano. Nel 2004 il Ministero della salute gli ha conferito la medaglia d’argento al merito della Sanità pubblica. E’ autore di molti bestseller, tra cui Tutto troppo presto (2015), Girl R-evolution (2016) e L’Età dello Tsunami (2017) tutti pubblicati da DeA Planeta Libri.
BARBARA TAMBORINI, psicopedagogista, autrice di diversi testi sull’età evolutiva, ha vinto il Premio Giovanni Arpino inediti con Aiuto! Mi sono perso Londra (2010) . ha pubblicato Reality mamma e numerosi altri libri con Alberto Pellai, tra cui Piccolo genio! (DeA Planeta libri)

La parola alla Giuria

E’ un libro - per gli adolescenti, per i ragazzi e anche per gli adulti -  che insegna a porsi delle domande, a cercare, ad approfondire, prima ancora di dare facili risposte. Il tema dell’immigrazione è affrontato con lo sguardo privo di pregiudizi e sovrastrutture che solo i giovani sanno avere dinanzi a quanto accade accanto a loro. Lampedusa diventa, quindi, il “vieni e vedi” dei protagonisti, lo spazio dove le parole debbono farsi coerenza, dove soltanto l’esempio può tradurre in azione i discorsi fumosi dei grandi e dei politici. Con un linguaggio capace di far presa sulle nuove generazioni, il romanzo d’attualità parte da un luogo di confronto virtuale. Alla piazza, luogo dove un tempo si manifestava il proprio pensiero critico, oggi si è sostituita l’arena del web che, lungi da essere intesa negativamente, ha potenzialità enormi, in quanto può dare eco internazionale ai pensieri che valicano i confini e il mare. Nelle figure di Mattia e Caterina, protagonisti di “Ammare”, è espressa appieno quell’inquietudine, quel fuoco di gioventù che rappresenta il vero lievito, la vera speranza  di un’umanità che costruisce oggi il proprio futuro.
Concita De Luca

Leggi il primo capitolo

Mattia non è brutto.

Certo, non è neanche bello.

Se solo mi ascoltasse un po’ di più… Vogliamo parlare di come si veste? E della testa sempre bassa? Gliel’ho detto mille volte:
«Smettila di guardarti i piedi!»

Se almeno si liberasse della sua collezione di pantaloni di velluto… neanche mio padre li indosserebbe. E mio padre, in fatto di look, è messo male. Mattia è un tipo, nel senso che non è come gli altri. Se a scuola ci riunissero tutti in palestra per un’evacuazione, riuscirei a trovarlo in meno di cinque secondi. È colpa dei suoi capelli: sono una massa voluminosa e arruffata, come se tutta la sua originalità gli si fosse concentrata sulla testa. Mi ha confessato che ogni mattina, prima di uscire di casa, passa un sacco di tempo davanti allo specchio, cercando di addomesticarli. Me lo immagino: preciso com’è, tenterà di metterli a posto riccio per riccio. Purtroppo per lui, basta un filo di vento o un sobbalzo in bici e i suoi capelli si aggrovigliano più di prima. Lui nega, ma secondo me ha un antenato nell’Africa nera. I suoi non sono ricci normali, come quelli di Luca. Lui ha delle molle animate, tutte diverse l’una dall’altra, ognuna con una propria personalità. Centinaia di spirali che ondeggiano a ogni suo passo, facendo quasi rumore. Mi ricordo la prima volta che l’ho visto. Era l’inizio della seconda media. Si è presentato in classe con la testa rasata a zero. Il prof di italiano ci ha raccomandato di essere gentili con lui.

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Intervista all'autrice



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